Te ne accorgi quando è già arrivato. Non puoi fare più niente perché non lo sia. La prima sensazione è di ruggine: ti pesa, ti inquieta. Sgradevole come una cattiva digestione. Da quando è qui, nella tua casa, nel tuo spazio, non ti senti più libero. Come se fossi paralizzato. Ormai c’è e non potrai non farci i conti. Ti detta una urgenza, è lui che dà ritmo al tuo tempo e perimetra il tuo spazio. Ti affanna il respiro, ti circuisce, ti costringe. Ti sottopone a nuove modalità di relazione con coloro che facevano parte del tuo mondo. Incide radicalmente sui tuoi rapporti con gli altri. Potrebbe deformarli, riformarli, conformarli al fatto che, adesso, c’è lui. Un intruso è terribilmente invasivo, scomodo, destabilizzante. Infrange gli equilibri, apre il cerchio. Ti spinge sull’orlo del cortile, ti sbatte sulla strada, ti fa sporgere sul pericolo, ti spintona sull’ignoto. Scoordina le leggi della fisica, con la sua intrusione di corpo estraneo. Pensi di morire, se lo fai accomodare; ti terrorizza che prenda piede. Ma ha un sapore dolce-amaro. Perché se c’è ancora una vena scoperta nella tua carne, Lui la intercetta. Finché qualcosa di lui non ti intrighi. E quel fastidio si trasforma; ti fai coraggio e cerchi di alzare gli occhi verso di lui. Piano piano per paura che ti accechi e ti bruci la vista. Piano piano. Allora lui comincia ad addomesticarti, agisce di seduzione. Tu ci stai, ma come per gioco, lasciando, solo per un attimo, da parte la tua vecchia realtà. La lasci lì, la tua vera realtà, convinto che poi la riprenderai tale e quale, figuriamoci! La mia vita non cambierà, ci mancherebbe. Ma adesso vediamo, solo per un attimo, cosa potrebbe accadere se credessi nel nuovo arrivato, se mi abbandonassi ai suoi stimoli. Se ci cadi sei finito. Ti illudevi che fosse irreversibile, non lo sarà. Pensavi di pilotarlo, ti accadrà tutt’altro. Prima esperienza: il disorientamento. La de-programmazione. Lo sfacelo. Accidenti! Ora che ne ho preso atto, ora che, in un certo senso, l’ho accettato, mi coinvolge. E inevitabile. Mi chiede molto. Mi chiede tutto. Mi chiede l’anima. Mi infetta l’ambiente. Mi infebbra il mondo. Sento che niente sarà più come prima, invece. E un veleno. Disgustoso e sublime, però. Ormai ci sono. Compromesso per sempre. Il danno è fatto.
